Rastrelliere pubbliche: tipologie e normativa

La rastrelliera è l'elemento più elementare dell'infrastruttura per la sosta ciclabile. Esistono diversi modelli standardizzati, ma in Italia non esiste ancora uno standard nazionale obbligatorio per la forma o il materiale. Il riferimento tecnico più diffuso è la norma UNI ENV 12899-3 e le linee guida del Ministero dei Trasporti del 2022.

Le tipologie più comuni installate nei centri urbani italiani sono:

  • Portabici a U (Sheffield): il modello più diffuso nelle aree ad alto afflusso. Permette di ancorare il telaio e almeno una ruota con un lucchetto standard. Occupa circa 0,6 m² a posto bici.
  • Portabici a rastrello: ospita più bici in spazi ridotti ma consente solo il blocco della ruota anteriore, meno sicuro contro i furti.
  • Portabici verticali: soluzioni compatte per spazi limitati, richiedono che la bici venga sollevata; poco adatti per bici pesanti o e-bike.
  • Box chiusi individuali: massima protezione, diffusi vicino alle stazioni ferroviarie e negli edifici residenziali di nuova costruzione.

La L. 228/2012 (legge di stabilità 2013) ha introdotto l'obbligo per i nuovi edifici residenziali di prevedere spazi per il deposito delle biciclette. La norma non specifica le dimensioni minime, lasciando margini di interpretazione ai regolamenti edilizi comunali.

Velostazioni: caratteristiche e diffusione

Una velostazione è una struttura attrezzata per la sosta sicura delle biciclette, di solito collocata in prossimità di nodi di trasporto pubblico (stazioni ferroviarie, metropolitane, terminal bus). A differenza di una semplice rastrelliera, offre servizi aggiuntivi come sorveglianza, riparazione, noleggio e, sempre più spesso, ricarica per e-bike.

Le velostazioni attive in Italia al 2025 sono circa 85, con una concentrazione maggiore nelle regioni del Nord. Le strutture più grandi si trovano a:

  • Bologna Centrale: circa 400 posti, gestita da Fondazione per la Mobilità Sostenibile, con servizio di custodia e officina.
  • Milano Garibaldi: 200 posti coperti con ricarica e-bike, integrata con il sistema di bike sharing.
  • Verona Porta Nuova: 150 posti, collegata alla rete ciclabile cittadina con una corsia dedicata dall'ingresso della stazione.
  • Trento: sistema distribuito di piccole velostazioni alle principali fermate del bus urbano.

La FIAB gestisce o coordina molte di queste strutture attraverso le sue federazioni locali, spesso in convenzione con le ferrovie o i comuni.

Spazio per bici elettrica sul treno regionale Trenord
Spazio dedicato alle bici elettriche su treno regionale veloce Trenord. Foto: Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA.

Parcheggi intermodali bici+treno

Il concetto di intermodalità bici-treno si basa sulla possibilità di lasciare la bicicletta in sicurezza alla stazione di partenza e ritrovarla al ritorno, senza doverla portare a bordo. Questo modello è consolidato in Olanda e Germania, mentre in Italia è ancora in fase di sviluppo.

Trenitalia ha avviato il programma Bike+Train in collaborazione con alcune Regioni, che prevede la realizzazione di aree di sosta custodita o videosorvegliata nelle stazioni medio-piccole. Al 2025, il programma interessa circa 200 stazioni su tutto il territorio nazionale.

La Regione Lombardia, tramite il piano PUMS metropolitano, finanzia l'installazione di portabici coperti nelle stazioni della rete S (suburbana) con un contributo di 2.500 euro per posto bici al coperto.

Standard europei e confronto con altri paesi

Il confronto con altri paesi europei evidenzia un ritardo strutturale dell'Italia nelle infrastrutture di sosta ciclabile. I Paesi Bassi contano circa 3 milioni di parcheggi bici** nelle stazioni ferroviarie, con una media di 800 posti per stazione. In Italia la media scende a 45 posti per stazione.

La Commissione Europea, nel quadro della Strategia per la Mobilità Sostenibile e Intelligente del 2020, ha fissato l'obiettivo di raddoppiare il numero di viaggi in bicicletta entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo, gli stati membri sono invitati a investire in infrastrutture di sosta ciclabile integrate con il trasporto pubblico.

Il documento di riferimento è lo studio Cycling Infrastructure for Europe della Commissione (2021), disponibile sul portale transport.ec.europa.eu.

Nuovi edifici e obbligo di spazi bici

La normativa edilizia italiana si sta progressivamente allineando agli standard europei. Dal 2023, il Regolamento Edilizio Tipo (RET) adottato da molti comuni prevede che gli edifici residenziali con più di 4 unità abitative includano uno spazio bici al piano terra o interrato di almeno 1 m² per unità abitativa.

Per gli edifici commerciali e direzionali, alcune città come Milano e Bologna richiedono spazi bici per il personale proporzionati alla superficie lorda dell'edificio, con obblighi di dotazione di colonnine di ricarica per e-bike nelle strutture di nuova costruzione.

Queste misure seguono l'impulso della Direttiva UE sulla prestazione energetica nell'edilizia (EPBD, 2024), che include la mobilità sostenibile tra i criteri di valutazione delle prestazioni degli edifici.

Come segnalare mancanza o danneggiamento di rastrelliere

La maggior parte dei comuni italiani dispone di un portale di segnalazione civica (spesso denominato "Segnala un problema" o "Civic Issue Tracker") accessibile tramite il sito istituzionale o app dedicate. Le segnalazioni riguardanti rastrelliere mancanti, danneggiate o mal posizionate vengono in genere assegnate al settore Mobilità o Arredo Urbano del comune.

In alternativa, le associazioni ciclistiche locali collegate alla FIAB raccolgono segnalazioni e le inoltrano agli enti competenti in modo aggregato, aumentando la probabilità di risposta da parte delle amministrazioni.